1° SEMINARIO INTERNAZIONALE DI MARKETING POLITICO “Next Politics”

Il 24 e 25 settembre, presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano, si terrà il 1° SEMINARIO  INTERNAZIONALE DI MARKETING POLITICO “Next Politics”.

La politica, come lo sport, è un gioco a somma-zero: si può vincere o perdere. Il pareggio non è contemplato nelle competizioni elettorali. Per vincere occorre prepararsi, avere a disposizione gli allenatori e le attrezzature migliori: in altre parole “professionalizzare” ogni aspetto dell’attività.

Il seminario internazionale” Next Politics” è un’occasione unica per imparare da alcuni tra i migliori professionisti internazionali… italiani le tecniche più efficaci e le ultime tendenze nella comunicazione e nel marketing politico.

Il seminario è organizzato in collaborazione con:

* Aicop (Associazione Italiana Consulenti Politici e di Public Affairs)
* ComPol (Rivista di Comunicazione Politica, Il Mulino)
* Corso di Laurea in Comunicazione Pubblica e di Impresa (Facoltà di Scienze Politiche)
* Public – strategie per il consenso

IL BLOG CON TUTTE LE INFORMAZIONI: http://nextpolitics.wordpress.com/

La pagina dell’evento su Facebook

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Séguéla a Milano per la presentazione del suo ultimo libro “Presidente da vendere”

Un’occasione più unica che rara per gli amanti della comunicazione politica.

Mercoledì 19 maggio dalle ore 12.00 alle 15.00 Jacques Séguéla sarà alla FNAC di Milano in via Torino per presentare il suo ultimo libro “Presidente da vendere” edito da Fausto Lupetti editore.

Séquéla, guru in materia di pubblicità e comunicazione politica, affronta,  forte della sua esperienza a fianco di presidenti storici come Mitterand, il tema della comunicazione dei moderni leader politici.

dal sito dell’editore:

Nella comunicazione politica non ci sono regole. Tanto più quando il titolo in gioco è quello presidenziale, e l’agone elettorale un’intera nazione, con i suoi desideri e le sue speranze. A dettare le scelte e i percorsi di partiti e candidati sono i contesti democratici, sempre diversi, e la lotta senza sconti per il potere. Strategie che nascono intorno all’uomo, alla sua storia, la sua unicità, alle sue debolezze, persino. E che il comunicatore, con abile arte maieutica, deve portare alla luce.

Non una guida o un manuale, quindi, ma un libro di relazione e movimento, in cui immergersi e lasciarsi trasportare: è questo il modo migliore per dar forma al pensiero di Jacques Séguéla. Un’incalzante intervista che percorre la sua esperienza unica tra pubblicità e politica, al fianco di presidenti che hanno fatto storia: dal primo incontro col “mito” Mitterrand alle nuove icone dell’era di Internet, passando per un nugolo di campagne di frontiera, in un Est Europa che si affacciava al gioco democratico.

Una vita e una visione d’eccezione, esplorate ricordo per ricordo, campagna per campagna al ritmo delle domande di D. P. Dégo, intellettuale e artista di grande impegno civile e culturale, italiano di nascita, parigino per elezione. Bussola di questo viaggio e insegna del nuovo secolo, il concetto di “alter”: alter-comunicazione, come chiave della nuova lingua al potere; alter-politica, come modello di democrazia “in diretta”; e alter-società, come spinta a “cambiare vita”, cercando modelli diversi di convivenza, consumo, immaginazione.
Perché la crisi e le nuove tecnologie ci hanno proiettato al di là di quella fenditura che segna – per citare Alberto Abruzzese, altro formidabile interprete della contemporaneità in trasformazione – una rottura, ma anche un varco verso forme identitarie rinnovate e inedite relazioni sociali.

Il 2012, anno di nuove elezioni in Italia è dietro l’angolo e la politica che non cambia, ci avverte Jacques Séguéla, perderà la sua occasione di vittoria. E con essa la comunicazione e i leader che non sapranno cogliere lo spirito nuovo del tempo.

La pagina dell’evento su Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=120462441310992

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(Anche) Chavez sbarca su Twitter

Dopo averlo inizialmente definito uno “strumento del terrore”, il presidente venezuelano Hugo Chavez ha deciso di ripensarci e aprire un proprio account su Twitter. Il sito di microblogging è molto popolare in Venezuela, anche se solo il 30% dei venezuelani possiede un accesso a Twitter. Qualche mese fa il tag #freevenezuela è diventato uno dei più popolari su Twitter ed è stato usato come simbolo della richiesta di libertà di espressione nel paese sudamericano.

Ma la scelta di Chavez, che su Twitter si presenta con il nickname chavezcandanga sembra essere stata apprezzata e in meno di una settimana  ha già raccolto oltre 165.000 follower. Nel suo secondo post Chavez ha infatti ringraziato per l’inaspettato boom di contatti.

Chavez ha inoltre invitato il presidente boliviano Evo Morales e Fidel Castro a seguirlo aprendo un proprio account sul famoso social network dichiarando che:

“[Twitter is] a connection to the world. This isn’t capitalist or socialist, technology depends on how you use it.”



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La Rete si mobilita con “Rai per una notte”

L’evento che nelle ultime ore ha catalizzato l’attenzione della Rete è stato senza dubbio “Rai per una notte”, il programma a sostegno della libertà d’informazione condotto da Michele Santoro e organizzato dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana(FNSI) al Paladozza di Bologna.

L’appuntamento si è svolto all’insegna della crossmedialità. Rai per una notte è stato infatti trasmesso su satellite, digitale, su varie televisioni locali, proiettato in 200 piazze italiane, e ovviamente in streaming  sul sito internet ufficiale dedicato all’evento e da centinaia di altri siti di news e blog che hanno deciso di riproporne la diretta . Come annunciato durante la trasmissione dallo stesso Santoro l’evento ha riscosso un ampio successo facendo registrare oltre 120.000 accessi unici alla diretta web.

Nelle giornate appena antecedenti all’evento si è assistito in Rete ad un crescendo di buzz a tema “rai per una notte”: post sui blog, status update sui social network, adesioni a gruppi o pagine su Facebook e animati thread di discussione sui forum.

(Dati su forum, blog e newsgroup. Periodo di riferimento 15 -25 marzo 2010 – Fonte: Blogmeter)

a. Social Network

In pochi giorni la pagina ufficiale su Facebook di “Rai per una notte”  è arrivata a contare più di 120.000 fans, sono inoltre presenti altri gruppi minori a sostegno della trasmissione, con alcune centinaia di iscritti ciascuno.

Sempre su Facebook Spinoza  ha organizzato una diretta-commento alla trasmissione, intitolata “Non è la rai”, e fatta di battute al vetriolo nello stile che contraddistinge da sempre gli utenti che contribuiscono ad alimentare il blog  “partecipativo” di Spinoza.it.

Oltre all’ampio flusso di “status update” durante la diretta dell’evento sia su Facebook che su Twitter e FriendFeed si segnalano anche molti commenti successivi all’evento.

Alcuni utenti hanno esaltato la riuscita del programma e la partecipazione degli internauti commentando sia i dati di accesso alla diretta che l’imponente flusso di buzz al quale si è assistito,


mentre altri utenti si sono soffermati sull’impronta televisiva del programma e sull’effettivo ruolo che la Rete ha svolto.

Si segnala infine come alcuni utenti abbiano criticato la scelta della tecnologia Microsoft”Silverlight” per lo streaming dell’evento.

b. Blog e Forum

Anche la blogosfera non è rimasta indifferente all’evento. Tra il 15 e il 25 marzo si sono registrati 625* post a tema “Rai per una notte”.  Moltissimi blog hanno infatti deciso di riproporre la diretta della trasmissione come ad esempio Tv Blog che ha argomentato così la propria scelta:

“Anche TvBlog trasmette in streaming il live di RAI per una notte. Perché? Perché non si poteva non farlo.
Perché comunque la si pensi la censura è deprecabile, così come è deprecabile il bavaglio all’informazione.

Perché internet è uno scampolo di libertà che ci è consentito ancora sfruttare e perché il sottoscritto, che questo blog ha fondato 5 anni fa, desidera dire chiaramente, ai propri lettori, alla propria redazione, che si batterà sempre perché ognuno possa esprimere il proprio pensiero. Perché l’informazione sia sempre libera, perché l’accesso alle fonti sia garantito.”

Tra i vari post a tema “Rai per una notte” segnaliamo l’interessante punto di vista di Giglioli (Piovonorane) “A cosa serve Rai per una notte”:

“Quindi stasera, quali che siano i numeri di quanti si collegheranno con il Paladozza, invito tutti a non festeggiare in alcun modo: perché non c’è nulla da festeggiare se sotto elezioni una delle poche trasmissioni Rai non allineate viene cacciata dai canali generalisti e confinata su tivù minori o siti comunque di minoranza.

Però, però, a tutto questo c’è un però.

Che è il graduale – e neanche troppo lento – spostamento di una parte di telespettatori su piattaforme comunicative diverse dalla tivù generaliste. Raiperunanotte serve a questo. Come, in altro modo, è servita l’idea del Corriere.it di ingaggiare Mentana per una trasmissione via web. A poco a poco si sta lavorando per rendere più plurale l’ascolto dei mass media. Spostandolo gradualmente da pochi canali controllati dal governo a tanti canali con tanti diversi gestori e diverse proprietà. Rendendo Internet- con la sua infinita biodiversità di proposte e opinioni – un consumo non più di nicchia e forse un giorno di massa.”


Tra le discussioni più attive sui forum si segnalano quelle apparse sul forum Rai, su Reset-italia.net e Gamesvillage.it, dove molto discusso è stato l’intervento di Morgan. Sulla partecipazione del cantante le opinioni sono abbastanza divise, tra chi ha trovato l’intervento del cantante fuori luogo:

“Boh ma Morgan mi sembra sempre che non sappia nemmeno lui cosa voglia dire” (simo_red)

“ma che cazzo l’hanno chiamato a fare Morgan…” (Valiant)

E chi invece ne ha apprezzato le parole:

“Sarà due palle ma ha detto la cosa giusta: CULTURALE, CULTURALE, CULTURALE. Se siamo ridotti così male è SOPRATTUTTO colpa nostra. E basta. E come dico da sempre, stiamo ottenendo ciò che ci meritiamo.” (Taurus)

“Come ha detto Morgan nel suo primo intervento in italia ci sono persone che hanno rovinato la nostra cultura (fatta da nomi come dante, da vinci ma anche grandi personalità degli anni 40-50-60 ecc..).” (traplo)

*Dato Blogmeter registrato su un campione di oltre 60.000 blog italiani.

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Elezioni Regionali 2010: analisi del buzz on-line

Se siete in periodo di astinenza da sondaggi elettorali vi propongo un altro tipo di analisi che forse potrà suscitare la vostra curiosità.

Attraverso l’utilizzo della piattaforma Blogmeter* ho analizzato il buzz on-line riguardante i candidati presidente di regione del centro destra e del centro sinistra in vista delle Elezioni regionali del 28-29 marzo 2010.

Sono stati analizzati in totale 2.744.319 post, tra il 1 gennaio e il 15 marzo 2010, suddivisi su 35.470 fonti legate ai temi di attualità (forum, blog, social network, siti di question&answers…).

In tabella i risultati:

Ma facciamo un po’ di sintesi:

- sono stati individuati in totale 60.985 post riguardanti i candidati governatori;

- in 8 regioni su 13 il candidato più popolare in Rete appartiene allo schieramento del centro-sinistra;

- il candidato presidente di Regione più chiacchierato è risultato essere Renata Polverini seguita dalla sua sfidante nel Lazio Emma Bonino e da Formigoni in Lombardia.

Dettaglio Regione Lazio

Analizzando i trend di buzz delle due candidate notiamo come per Renata Polverini si generi un solo picco durante la prima settimana di marzo, generato dalla notizia dell’esclusione della lista Pdl nel Lazio. Durante il periodo di analisi Renata Polverini viene citata all’interno di 13.567 messaggi. Per Emma Bonino, che ottiene 12.417 post, si notano invece due picchi di buzz, il primo all’inizio di gennaio in corrispondenza del sostego del Partito Democratico alla sua candidatura, il secondo, di riflesso all’esclusione della lista Pdl a Roma.



Dettaglio Regione Lombardia

Anche in Lombardia, confrontando i trend dei due sfidanti, notiamo per entrambi un picco in corrispondenza dell’iniziale esclusione della lista Formigoni. Ma se Formigoni tra il 1 gennaio e il 15 marzo 2010 viene citato in 10.021 post, il suo sfidante Penati ottiene solamente in 1.633 messaggi.


*BlogMeter, è un innovativa piattaforma per il monitoraggio e l’analisi dei social media (blog, newsgroup, forum, siti di recensioni online e social network) che, attraverso l’utilizzo di sofisticati sistemi di web crawling, analisi del linguaggio naturale ed un’approfondita conoscenza delle principali metodologie di ricerca media, consente di conoscere ed analizzare ciò che viene detto online su di un tema, un’azienda, un marchio, un prodotto edi un personaggio pubblico, facendo anche emergere le eventuali situazioni illecite nell’uso di tali asset immateriali.

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Le Primarie in Puglia viste dalla Rete

Primarie si, primarie no. Vendola, Boccia, Emilano e D’Alema. Presunti avvisi di garanzia e videolettere su Youtube.

Si sono ormai chiuse le urne delle primarie in Puglia per la scelta del candidato governatore della coalizione di centro-sinistra.  Il risultato è stato un’affermazione schiacciante di Nichi Vendola, presidente uscente della Regione, sullo sfidante Francesco Boccia candidato “ufficiale” del Partito Democratico.

Questa vittoria apre un dibattito, e molto probabilmente una polemica, all’interno del Partito Democratico. Ma per i frequentatori della Rete un dato appare certo; Vendola è apparso infatti da subito un passo avanti rispetto al suo sfidante nell’uso dei social media. Il presidente di Sinistra e Libertà può vantare infatti una pagina personale su Facebook molto attiva che conta più di 30.000 fan,  e un gran numero di gruppi nati a sostegno della sua candidatura e intorno alla sua figura. Vendola è inoltre attivo sulla Rete grazie al proprio sito ufficiale www.nichivendola.it, un account Twitter con oltre 8.000 follower e un canale su Youtube.

Proprio Youtube è stato infatti uno degli strumenti principi di questa competizione. Pertendo dal videomessaggio indirizzato a Massimo d’Alema

all’accesa risposta dello sfidante Boccia

fino all’appello per la campagna “NichiX2″ che puntava proprio a “sfruttare” la capacità di rete del web 2.0.

E anche i ringraziamenti ufficiali sono stati affidati  a un videomessaggi girato subito dopo il risultato elettorale all’interno del quartiere generale “La Fabbrica di Nichi”. Una lettera aperta al popoplo del web, sguardo in camera, voce emozionata e alla spalle gli applausi dei molti giovani che hanno contribuito alla campagna elettorale.

…Io volevo dire a tutti voi che in maniera militante avete fatto sentire la vostra voce, avete costruito nodi nella Rete, avete annodato anche fazzoletti, sentimenti, emozioni, e ci avete incoraggiato e ci avete dato il gusto di far navigare le nostre idee e ci avete fatto sentire proprio come noi stessi naviganti in questo mare di buona politica vorrei dirvi grazie e dirvi soprattutto che la pausa che possiamo prenderci di riposo deve essere piuttosto breve perchè da domani bisogna ritornare a tessere la trama di questa bellissima Rete una Rete di idee e una Rete di contatti perchè bisogna vincere…

Michele Emiliano – Il buono e il cattivo della Rete

Un altro protagonista di queste primarie è stato il sindaco di Bari Michele Emiliano. Il suo nome era stato infatti uno dei primi avanzati dalla direzione del PD per la successione a Vendola.  Emiliano ha dimostrato in passato di saper fare buon uso delle opportunità offerte da Internet. Durante l’ultima campagna elettorale che lo ha visto riconfermarsi alla carica di primo cittadino del capoluogo pugliese, ha infatti lanciato l’esperimento “ Emilab”:

“EmiLab è nata durante la campagna elettorale per il Comune di Bari come una rete informale di giovani sotto i 30 anni uniti dalla volontà comune di influire sul miglioramento della città attraverso l’ascolto dei bisogni dei cittadini emersi durante questi mesi di campagna elettorale” (da http://www.facebook.com/group.php?gid=66567782036)

Emiliano ha inoltre una pagina Facebook personale con più di 11.000 fan e un account Twitter con circa 250 “follower”.  E proprio tramite una “Nota” su Facebook nei giorni scorsi ha tentato di lanciare un messaggio “pacificatore” per chiarire la situazione che l’ha visto coinvolto. I suoi sostenitori su Facebook non sono stati infatti a guardare postando sul suo account con messaggi molto espliciti di critica:

Monica Palma Michele ho avuto sempre una grande stima nei tuoi confronti e ti ho sempre sostenuto anche perchè Bari è migliorata tantissimi da quando ci sei tu al governo della città, ma non sopporto proprio ricevere sms del PD che elencano te tra i sostenitori di boccia..

Gianni Perilli Michele, capisco come una “vecchia volpe” della politica come D’Alema possa averti tentato a tradire un amico… anzi un compagno come Nichi con cui hai lavorato così bene in questi splendidi cinque anni


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Meno male che NOI ci siamo

…e arrivò il giorno in cui Silvio Berlusconi decise di passare dal singolo al collettivo, dall’esclusivo all’inclusivo, dall’io al noi.

Il quotidiano Libero ha annunciato proprio ieri che Berlusconi ha deciso di cambiare le parole del suo famoso inno “Meno male che Silvio c’è” per farlo diventare “Meno male che noi ci siamo”. O qualcosa di simile. Ma il messaggio è comunque chiaro.

Tutto è iniziato con una battuta del Premier in collegamento con la piazza di Brà il 20 dicembre, mentre era in corso una manifestazione del Pdl Veneto. Il Presidente del Consiglio è tornato sulla questione del “clima d’odio” e sull’aggressione di Piazza Duomo. Subito dopo il suo intervento parte l’inno “Meno male che Silvio c’è” e allora il Premier si commuove e pronuncia la battuta: “credo che dovremmo cambiarlo in meno male che tutti noi ci siamo“. Da quel giorno Andrea Vantini, l’autore dell’inno originale, lavora di sua spontanea iniziativa alla nuova versione della canzone per esaudire il desiderio espresso da Silvio stesso.

Sorge però un problema di metrica.

“Il problema è tutto metrico. Perché bisogna trasformare la frase «presidente siamo con te/meno male che Silvio c’è» in «presidente siamo con te/meno male che noi ci siamo». La rima salta e allora modificare il ritornello, mantenendone intatta l’orecchiabilità, diventa un grattacapo. Lo sa bene Andrea Vantini. Lui è l’autore dell’inno azzurro dedicato a Silvio Berlusconi. E per fare cosa gradita al Cavaliere, da una decina di giorni a questa parte, lavora incessantemente a una nuova versione dell’inno.”

Vantini non si fa però scoraggiare, e anzi, spera che prima o poi il telefono squilli, proprio come quando rimise mano all’inno originale la prima volta durante la campagna elettorale 2008. All’epoca infatti fu Berlusconi stesso a chiamarlo per migliorare insieme la canzone.  Oggi invece il telefono ancora tace.

Fonti:

http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/politica/berlusconi-varie-4/silvio-inno/silvio-inno.html

http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_30/inno-vantini_0ad12550-f538-11de-8621-00144f02aabe.shtml

http://tv.repubblica.it/copertina/le-canzoni-per-silvio/37397?video

Leggi l’articolo completo

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Semiopolitics inizia a cinguettare

[autoreferenzialità mode on] La “notizia” degna di un post su questo blog è che da oggi Semiopolitics approda anche su Twitter.

L’esperimento cercherà di far diventare questo account un aggregatore di notizie sul mondo della comunicazione politica con un occhio particolare al web 2.0 e ai social media.

Funzionerà? Stay tuned…

(intanto potete iniziare a seguire i twitter di Semiopolitics qui oltre che naturalmente nel widget qui a lato) [autoreferenzialità mode off]

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Michelle Obama Superstar

Poco dopo essersi insediata accanto al marito alla Casa Bianca si era aggiudicata la copertina di Vogue, a settembre la rivista People l’ha eletta “una tra le 10 donne meglio vestite al mondo”, per il suo stile glamour ma accessibile. Sembra essere la musa di milioni di americane che volevano sentirsi alla moda anche in un momento di crisi economica abbinando con semplicità capi firmati a pezzi da grandi magazzini.

Ha sorpreso il mondo presentandosi la notte di Halloween in completo leopardato e orecchie da Cat Woman a distribuire dolcetti ai bambini.

Il famoso blog  Huffington Post è arrivato addirittura a dedicarle una rubrica dedicata proprio allo “sitle Michelle”.

Poi è arrivato Glamour che l’ha scelta per la copertina di dicembre, prima first lady in 70 anni di storia, e il sorpasso in popolarità rispetto al marito.

Michelle Obama Superstar quindi. O forse no. Perchè un recente sondaggio Gallup riscontra un calo del suo gradimento dal 72% al 61%. Solo un calo fisiologico, rassicura il suo staff, ma negli Stati Uniti la stampa si sta scatenando in analisi più o meno contraddittorie.

C’è chi la giudica “troppo legaga all’agenda del marito” «La vediamo come una che va a una cena a lume di candela e parla di politica, che porta fuori il ca­ne e parla di politica, che va in va­canza e parla di politica», dice Stacy Cordery, direttrice della Natio­nal First Ladies’Library.

Ma c’è anche chi le rimprovera che mentre il marito-presidente fa i conti con la disoccupazione e la riforma sanitaria lei si fa fotografare nel giardino della Casa Bianca mentre gioca con l’hula-hop.

Nia-Malika Henderson su Politico.com ci fornisce un’analisi più convincente:

Like her husband, Obama moved into the White House with outsize expectations from different and sometimes competing constituencies: fashionistas, black women, working women, working mothers, stay-at-home mothers, feminists, post-feminists — all identify with her.

“There was so much pressure on her as the first African-American first lady to be out there and performing in the public eye, and she did get a nice start, visiting the agencies, planting the garden and letting people see this side of her,”

Michelle Obama è arrivata alla Casa Bianca con addosso le aspettative di milioni di donne: modaiole, nere, lavoratri­ci, madri lavoratrici, madri ca­salinghe, femministe, postfem­ministe. Tutte si identificavano in lei. Però, ognuna per i suoi motivi, ci sono rimaste male in molte, le modaiole per via di certi fiocconi, le madri lavoratri­ci perché i conservatori oggi ne esaltano la sua rinuncia per il bene del marito alla sua affermata carriera da avvocato e la vedono oggi piantare ortaggi nel giardino della Casa Bianca, le madri casalinghe perché a loro non pare più tanto una rinuncia essere una first lady da copertina di rivista patinata.

Insomma, non si può sempre accontentare tutti e  i prossimi mesi saranno importanti per la figura della first lady per cercare di correggere il tiro e cercare di darsi un’immagine più definita e convincente.

Fonti:

http://route66.corriere.it/2009/10/michelle_obama_una_first_lady.html

http://www.corriere.it/esteri/09_novembre_17/michelle-obama-fascino-calo-moglie-perfetta-rodota_bcf4d272-d341-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml

http://www.huffingtonpost.com/news/michelle-obama-style

http://www.politico.com/news/stories/1109/29347.html

http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/michelle-obama-piace-piu-del-marito-ma-non-convince-152397/

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Ricerca Blogmeter: Il Lodo Alfano sulle fonti social italiane. Analisi del passaparola online e percezione sui social media

Nel corso della prima settimana di ottobre, il tema del Lodo Alfano ha infiammato il dibattito pubblico sulla Rete e catalizzato il buzz degli internauti – soprattutto in seguito alla sua bocciatura da parte della Corte Costituzionale e la conseguente riapertura dei processi a carico del Presidente del Consiglio.

a. Breve storia del Lodo Alfano e buzz online correlato

Trend buzz lodo Alfano

Analizzando il trend dell’ultimo mese dei principali temi di attualità, notiamo che il Lodo Alfano ottiene un primo picco di buzz il 17 settembre, giorno della deposizione della memoria difensiva da parte dell’Avvocatura di Stato alla Consulta [picco di buzz n.1]. Nelle settimane successive l’interesse per l’argomento  tende ad affievolirsi, lasciando spazio alla tematica della libertà di stampa che ottiene il massimo interesse il 4 ottobre, giornata successiva alla manifestazione di piazza organizzata dalla Federazione Nazionale della Stampa. L’attenzione degli utenti della Rete torna nuovamente a concentrarsi sul Lodo Alfano a partire dal  5 ottobre, quando ha inizio la seduta della Consulta per valutarne la legittimità. Il passaparola continua a crescere fino al 7 ottobre,  giorno della bocciatura del Lodo da parte della Corte Costituzionale [picco di buzz n.2] .

Solo nella prima settimana di ottobre, si registrano quasi 11.000 messaggi sull’argomento Lodo Alfano: la quantità di citazioni è notevole, soprattutto nel confronto con il secondo tema più discusso –la libertà di stampa- che nello stesso periodo si attesta a poco più di 2.000.


b. Il Lodo Alfano e i commenti sui forum

Tuttavia, la notevolissima quantità di buzz catalizzata dal Lodo Alfano risulta ancora più interessante se si analizza dove se ne è parlato.

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La tabella delle conversazioni più discusse mostra che lunghi thread riguardanti il Lodo si sono sviluppati su molti tipi di comunità: forum politici quali politicainrete, naturalmente, ma anche comunità più varie e generaliste come il forum di tecnologia hwupgrade, gamesvillage e ondarock.it.

Entrambe le conversazioni più discusse (su politicainrete e su hwupgrade) sono state aperte precedentemente la sentenza della Corte Costituzionale del 7 ottobre e respirano di un’atmosfera di attesa: gli utenti esprimono le loro previsioni e commentano le possibili sentenze.

L’esito ci sembra scontato: sarà bocciato. Nella quale ipotesi noi speriamo vivamente che Berlusconi lasci l’Italia ai suoi affanni e si ritiri a vita privata. Gli italiani non meritano un uomo simile.” (Kobra, forum.politicainrete.net, 5 ottobre 2009)

Non avendo la sfera di cristallo non saprei dirlo con sicurezza ma ci sono buone possibilità che passi. E se non passasse nessuno davvero pensi che ci sarà una crisi di governo o che Berlusconi si possa dimettere ed andare ad elezioni anticipate”. (Sandinista, forum.politicainrete.net, 5 ottobre 2009)

io credo che non passerà…credo nelle istituzioni, credo nella corte e non credo che un istituzione come questa infanghi il suo nome e la sua autorevolezza cercando motivazioni fantasiose per cui il lodo non venga dichiarato incostituzionale quale è”. (Mar1o, hwupgrade.it, 5 ottobre 2009)

In seguito alla sentenza della Corte, gli utenti dei forum esprimono felicità e sollievo: è interessante notare come tutte le conversazioni più rilevanti sul tema sperassero nella bocciatura del Lodo Alfano e come gli utenti sottolineino il proprio apprezzamento rispetto alla decisione della Corte:

Passata è la tempesta: Lodo augelli far festa” (Razionalista, forum.politicainrete.net, 7 ottobre 2009)

“Stamani mi sono alzato male, a lavoro è andato peggio, sono tornato a casa con un giramento che la metà bastava e cosa mi risolleva l’umore? La notizia d’apertura del Tg5 e il viso paonazzo di Testa D’asfalto che vaneggiava.” (pais10, hwupgrade.it, 7 ottobre 2009)

contento ma non troppo…tanto ci saranno altri leggi a personam fatte su misura” (lo_straniero, hwupgrade.it, 7 ottobre 2009)


c. Il Lodo Alfano sulla blogosfera

Il Lodo Alfano non appassiona solo il popolo dei forum ma attira anche l’attenzione della blogosfera italiana – nel mese compreso tra il 9 settembre e il 9 ottobre, il Lodo Alfano ha ottenuto ben 605 citazioni sulla blogosfera italiana. Rispetto ai forum, le opinioni espresse dai post dei blog presentano idee più articolate ed eterogenee – meno nette nel sostegno e nel consenso alla bocciatura e più articolate nel cogliere le differenti sfaccettature della vicenda politica.

Tra i blog più attivi nell’occuparsi della vicenda troviamo www.polisblog.it , ilgiornalieri.blogspot.com,   xavier.blogspirit.comhttp://www.danielemartinelli.it , Piovono Rane (http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it) e www.beppegrillo.it.

Sui vari blog lo stesso tema del Lodo Alfano viene declinato secondo registri narrativi molto differenti: se da un lato troviamo blogger che ne parlano in chiave maggiormente ironica (es. spinoza.it), molti altri si concentrano su dettagli più “tecnico-giuridici”:

“Bocciato il lodo Alfano: farla franca tornerà a essere solo una questione di soldi.” (www.spinoza.it)

“C’è chi esulta per l’affermazione del principio che “tutti i cittadini sono uguali di fronte alla Legge”. Peccato che quello stesso principio fosse stato, con giuste ragioni, contraddetto dai padri costituenti per salvaguardare il potere politico (nella Costituzione era sancita l’immunità per tutti i parlamentari, poi abolita successivamente agli eventi di tangentopoli)”. (www.daw-blog.com)

“Nell’ambito dell’udienza per la sentenza sulla Costituzionalita’ del Lodo Alfano da parte della Consulta, l’avvocato di Berlusconi Ghedini ha dichiarato che “la legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione”. […]Secondo Pecorella invece, oggi il premier «ha una investitura diretta dalla sovranità popolare». Si vede che vive in un altro paese in cui vige una legge elettorale diversa.” (beffatotale.blogspot.com)

In generale, emerge con forza il concetto “la legge è uguale per tutti”, sul quale si concentrano molte argomentazioni di blogger di entrambe le tendenze politiche:

“La Costituzione secondo Ghedini. Davanti alla Consulta ha detto testualmente che «la legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione». Ecco, ora è tutto più chiaro.” (http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it)

“Invece il PD dice: “Tutti uguali davanti alla Legge”. Ma quando mai ciò è successo, non dico ai politici, ma ai cittadini? E poi, da che pulpito viene la predica…” (http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it)


d. Il lodo Alfano e i social network

Anche il mondo dei social network non è rimasto indifferente davanti alla vicenda Lodo Alfano.

Sia Twitter che FriendFeed hanno registrato una impressionante quantità di messaggi riguardanti questo tema. Nel caso di Twitter è sicuramente interessante segnalarne un utilizzo “istituzionale” da parte del Governo Berlusconi per riportare varie dichiarazioni di condanna alla sentenza da parte dei propri esponenti  e confrontare le legislazioni di altri stati europei riguardo all’immunità per le principali cariche istituzionali.

http://twitter.com/govberlusconi: A proposito della sentenza sul Lodo Alfano http://bit.ly/4fLXny

Su Facebook si nota subito come il maggior numero di gruppi formati attorno al tema del Lodo Alfano risultino essere prevalentemente a favore della sua bocciatura. All’interno di questi però il panorama risulta essere piuttosto variegato. Accanto a gruppi più “standard” e maggiormente partecipati  come “Aboliamo il Lodo Alfano” che conta quasi 8.500 iscritti, Facebook si è popolato anche da una moltitudine di gruppi più ironici e “di nicchia” come ad esempio “Lodo Alfano per tutti!” che propone una universale estensione dell’immunità

“Lodo Alfano per le prime 60.000.000 cariche più alte dello stato Italiano”

o, seguendo l’ormai classico filone sugli improbabili poteri di Chuch Norris che spopola da tempo  in Rete tra gli utenti più giovani, il  gruppo “Chuck Norris ha il lodo Alfano”

“Chuck Norris ha il lodo Alfano…ma non lo usa per scelta…”

Possiamo concludere che:

  • la vicenda del Lodo Alfano ci dimostra ancora una volta la forte capacità dei temi politici di suscitare dibattito nelle fonti social italiane, sia in quelle più specifiche che più generaliste;
  • inoltre, il tema del Lodo Alfano ha suscitato forte interesse anche sui social network esplosi nell’ultimo anno in Italia quali Facebook e Twitter;
  • questo dibattito si esprime e si riflette sulla sfera pubblica in varie forme, dall’espressione di opinioni più semplici e ben polarizzate tipica dei forum, alla costruzione di argomentazioni complesse (spesso vicine al giornalismo) rintracciabili nei principali blog.

BlogMeter, è un innovativa piattaforma per il monitoraggio e l’analisi dei social media (blog, newsgroup, forum, siti di recensioni online e social network) che, attraverso l’utilizzo di sofisticati sistemi di web crawling, analisi del linguaggio naturale ed un’approfondita conoscenza delle principali metodologie di ricerca media, consente di conoscere ed analizzare ciò che viene detto online su di un tema, un’azienda, un marchio, un prodotto edi un personaggio pubblico, facendo anche emergere le eventuali situazioni illecite nell’uso di tali asset immateriali.

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